Poesie egizie di autori anonimi
Antica Preghiera Egizia
(XXV sec. a.C.)
La morte non è che la soglia di una nuova vita...
oggi noi viviamo, e così sarà ancora...
sotto molte forme noi torneremo.
Anonimo Egiziano
(XVI-XI sec. a.C.)
Eccola, guarda,
è come la stella luminosa
all'inizio di una bella annata.
Lei, che risplende di perfezione,
brillante di pelle,
con occhi belli quando guardano
e labbra dolci quando parlano,
non ha mai una parola di troppo.
Alto il collo,
il petto chiaro,
capelli come lapislazzuli,
braccia che superano lo splendore dell'oro,
dita che assomigliano ai boccioli di loto,
languide le reni,
sottili le anche.
Fa in modo che ogni uomo
si volti a guardarla...
Anonimo Egiziano
(XVI-XI sec. a.C.)
Così breve è il nostro
cammino in questo sogno.
Il mondo di una rosa.
Ma noi lo rendiamo
immense
con soste di lunghi dolci baci
sulle foglie aperte.
Anonimo Egiziano
(XII sec. a.C.)
Guarda ...... fiordalisi !
Il mio cuore appartiene a te
come il fiordaliso al grano.
Ogni cosa che tu vorrai,
tra le tue braccia poserò.
Tu, immagine del mio desiderio,
sei un balsamo per gli occhi.
Vedere te, al mio sguardo dà luce
e ti stringo forte a me
per sentire meglio il tuo amore,
tu, sposa del mio cuore.
Come è bella quest'ora !
Potesse - fra le tue braccia -
perdurare in eterno.
Tu mi facesti rinascere il cuore,
e ora, se gioisce o se piange,
non andare mai via da me, mai !